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ECOGRAFIA

Che cos’è?

L’ecografia è una metodica diagnostica non invasiva che, utilizzando ultrasuoni (onde sonore) emessi da particolari sonde, consente di visualizzare organi, ghiandole, vasi sanguigni, strutture sottocutanee ed anche strutture muscolari e tendinee in numerose parti del corpo.

A che serve il “Doppler”?

Serve a studiare principalmente il flusso sanguigno. Il movimento del sangue è presentato sul monitor con due colori, il rosso ed il blu: il colore rosso indica flusso in avvicinamento alla sonda mentre il blu indica allontanamento dalla sonda. Grazie a questa tecnica si può agilmente studiare come il sangue si muove all’interno del nostro corpo e cercare eventuali patologie come le insufficienze vascolari e valvolari.

Come si svolge una ecografia?

Il paziente viene posto in una data posizione che permetta una più facile indagine della struttura interessata, ad esempio il paziente viene steso sul lettino, poi inizia l’esame vero e proprio. Durante l’esecuzione dell’ecografia, l’area da esaminare viene inumidita con un apposito gel, non tossico, che consente una migliore trasmissione degli ultrasuoni attraverso il corpo umano. A questo punto il medico passerà una sonda sulla zona interessata, oppure inserirà la sonda in determinate strutture corporee, ad esempio nell’ecografia transrettale la sonda viene inserita attraverso il retto.

A cosa serve l’ecografia?

L’ecografia costituisce uno dei primi approcci allo studio del corpo umano, fatta eccezione della parte scheletrica e delle strutture interne alla scatola cranica. Gli ultrasuoni, infatti, non sono in grado di studiare le strutture ossee. L’ecografia in medicina è importantissima in moltissimi ambiti, come ad esempio per lo screening per il tumore della mammella, per indagare il cuore, la tiroide, i vasi sanguigni degli arti e del collo (ricerca di malformazioni, stenosi, placche), le articolazioni…

Quali organi e tessuti può indagare l’ecografia?

L’ecografia può essere utilmente impiegata nello studio del collo (tiroide, linfonodi), dell’addome (fegato, reni, milza, pancreas, eccetera), della pelvi (vescica, utero, ovaie, prostata), delle vene e delle arterie (carotidi, aorta, eccetera), dell’apparato muscolare (muscoli, tendini, legamenti) dei quali è in grado di precisare le alterazioni strutturali conseguenze di numerose malattie.
In particolare, l’ecografia può evidenziare noduli di diversa natura, purché raggiungano dimensioni apprezzabili (5-10 mm).

Cosa bisogna fare prima dell’esame?

Per lo studio degli organi addominali (in particolare, fegato e colecisti) è buona norma seguire, nei 3 giorni precedenti l’esame, una dieta povera di scorie (non assumere verdura e frutta, formaggi e bevande gassate) ed osservare il digiuno assoluto per almeno 6 ore prima dell’esame (acqua e medicinali possono essere assunti liberamente).
Per lo studio degli organi pelvici, invece (vescica, utero e ovaie, prostata), è necessario avere la vescica piena (aver finito di bere almeno 1 litro d’acqua circa due prima dell’esame, bisogna fare l’esame quando “scappa la pipì“).
In particolari condizioni (studio di organi addominali e pelvici in pazienti sofferenti di stitichezza, ecografia transrettale per lo studio della prostata) è consigliabile effettuare un clistere di pulizia.
Per tutti gli altri esami non è necessaria alcuna preparazione.

Dopo l’esame?

Terminato l’esame, il paziente non deve eseguire regimi o prescrizioni particolari e può immediatamente riprendere la sua normale attività.
Il medico radiologo può eventualmente consigliare la ripetizione dell’esame dopo esecuzione di una preparazione più scrupolosa, nel caso quella effettuata non sia sufficiente.

 

RADIOGRAFIA

Che cos’è una radiografia (RX)?

La radiografia è una tecnica diagnostica che si basa sull’utilizzo dei raggi X e sull’effetto di ‘frenamento’ dovuto all’interazione tra materia e radiazione.
L’esame radiografico viene eseguito da un medico specialista in radiologia o da un tecnico radiologo.
La radiografia (RX), o esame radiologico, è lo studio di un segmento scheletrico (mano, polso, gomito, ecc.) o di un distretto (torace, addome) attraverso l’utilizzo di radiazioni elettromagnetiche di tipo X.
L’immagine ottenuta viene elaborata, interpretata (referto radiologico), archiviata e consegnata al paziente.

A cosa serve una radiografia?

L’esame radiologico, o radiografia, viene principalmente effettuato per documentare la degenerazione ossea (nota come artrosi), l’alterazione infiammatoria (artrite), eventuali metastasi o lesioni ossee in genere, le fratture in seguito a traumi.
La radiografia è un esame facile e veloce: per questo motivo, di solito viene impiegata come primo strumento diagnostico.
Per i dentisti, è una risorsa di base per individuare le carie e la posizione di denti non spuntati.

 

Come mi devo preparare per eseguire una radiografia?

L’esecuzione di una radiografia (o RX) non richiede preparazioni particolari. Si deve di liberare la parte in esame da preziosi e bigiotteria (come ad esempio anelli, braccialetti e orologio nel caso di mano e polso).

Cosa devo portare il giorno dell’esame?

È importante portare con sé la precedente documentazione clinica che può servire al personale tecnico per eseguire un esame corretto e al personale medico per un idoneo referto.
Esempio, se dovete eseguire una radiografia del torace portate eventuali precedenti radiografie e altri esami (anche non radiologici) riferiti al torace. Nel caso in cui vi siate sottoposti ad una visita di uno specialista (ad esempio bronco-pneumologo) anche il referto della visita.

Cosa devo fare se il giorno dell’esame sono in stato di gravidanza sospetta o certa?

Generalmente in stato di gravidanza non si eseguono radiografie.
Tutte le pazienti che sospettano di essere in stato di gravidanza devono comunicarlo al personale tecnico prima di sottoporsi all’esame radiologico. Tali casi vengono valutati dal medico radiologo che può proporre una riprogrammazione della radiografia o la sua esecuzione, condividendo la decisione con la paziente che, dovutamente informata, dispone consapevolmente (consenso) della propria salute come previsto dalla Costituzione.

Dopo una radiografia sono radioattivo?

No. In radiologia non esistono sorgenti radioattive (come in medicina nucleare). Dopo l’esame potete, dunque, entrare in contatto con altre persone, bambini compresi.

L’esito della radiografia mi sarà consegnato subito?

Gli esami radiologici verranno consegnati al paziente dopo tre giorni lavorativi. Se il radiologo ravvisa la necessità di anticipare il referto per motivi clinici ovvero legati alla salute del paziente si attiverà prontamente per farlo.

 

ONDE D’URTO

Le onde d’urto utilizzate in terapia sono delle particolari onde acustiche con caratteristiche precisate a livello internazionale (D.I.G.E.S.T).
Da un punto di vista fisico sono definite come onde acustiche ad alta energia.
Sono impulsi pressori con un fronte di salita rapidissimo (circa 10 miliardesimi di secondo), brevissimi di salita e discesa dello spike (tra 2 e 5 milionesimi di secondo) e tempi complessivi di durata del ciclo d’onda inferiori a 10 millesimi di secondo. Questi impulsi generano una forza meccanica diretta che può essere indirizzata sulle parti del corpo da trattare. L’onda d’urto non va confusa con l’onda ultrasonora che viene frequentemente utilizzata sia a scopo diagnostico (nell’ecografia), sia a scopo terapeutico (in terapia fisica negli ultrasuoni). A differenza dell’onda ultrasonora, che ha un andamento sinusoidale, l’onda d’urto, come detto, ha un andamento ad impulso e valori di pressione generati molto più elevati, mediamente 1000 volte superiori (circa 500 bar contro 0,5 bar).

Protocolli di trattamento

I protocolli di trattamento possono risultare diversificati nella loro proposizione in relazione alle caratteristiche proprie delle diverse patologie e dei singoli casi clinici, ovvero in relazione alle caratteristiche tecnologiche delle diverse apparecchiature – elettroidrauliche, elettromagnetiche, piezoelettriche

Le controindicazioni alla terapia con onde d’urto

– infezione acuta dei tessuti molli/ossa
– malattie primarie perniciose
– epifisiolisi nel punto focale
– malattie della coagulazione del sangue
– gravidanza
– tessuto polmonare nel punto focale
– cervello, midollo spinale, grandi nervi nel punto focale (neurocranio, colonna vertebrale, costole)

 

Le indicazioni terapeutiche sull’apparato muscolo-scheletrico

Le patologie ormai avvalorate scientificamente riguardano:

Tessuti ossei
Ritardi di consolidamento/pseudoartrosi
Necrosi asettica testa omero/femore
Fratture da stress
Algoneurodistrofia

Patologie dei tessuti molli:
Condrocalcinosi gomito, anca, ginocchio
Rigidità articolare spalla/gomito/anca/gin.
Calcificazione e ossificazione
Miositi ossificanti
Fibromatosi di muscoli, legamenti, fasce

Tendinopatie dei tessuti molli
Tendinopatia calcifica di spalla
Epicondilite laterale di gomito
Tendinite trocanterica
Tendinite della zampa d’oca
Tendinite post-traumatica di ginocchio
Tendinite del rotuleo
Tendinite del tendine d’Achille
Fascite plantare con sperone calcaneale